Via da Morte - Una vista della Costa da Morte
04 gennaio, 2019
La Ruta da Morte — Miradores descritta in Viajes Camino de Santiago percorre la Costa da Morte gallega fermandosi nei suoi miradores panoramici più spettacolari, da Caión a Cabo Finisterre, passando per punti come il Cabo de San Adrián, Punta Nariga, Monte Branco o Cabo Vilán. Offre un esperienza di paesaggio atlantico selvaggio con viste su scogliere, mare aperto e patrimonio naturale che mette in risalto la bellezza costiera di questa regione della Galizia.
Una delle migliori opzioni del Cammino di Santiago. La splendida Rotta della Costa da Morte in Galizia, situata nella parte nord-occidentale della costa galiziana, ci offre infinite possibilità di percorsi per godere di paesaggi mozzafiato, gastronomia eccezionale, storia, religione e cultura senza limiti.
In questa occasione, dopo aver già vissuto la Rotta della Camelia o la Rotta dei Fari, ci addentriamo in una Rotta lungo la Costa da Morte attraverso i suggestivi belvedere che incontriamo nelle diverse località o luoghi in cui ci fermeremo per lasciare che i nostri sensi si immergano nella Galizia più selvaggia.
Itinerario

Belvedere di Caión, il nostro punto di partenza
Nella località di A Laracha, nel cuore della comarca di Bergantiños, ci attende il suo belvedere, un luogo da cui possiamo godere di una vista unica sulla spiaggia di Caión e sui suoi dintorni. Situato a circa 25 chilometri da A Coruña, qui iniziamo la nostra avventura attraverso i belvedere più spettacolari della Rotta della Costa da Morte.

Belvedere del Cabo de San Adrián, un luogo di culto
Situato nella località di Malpica de Bergantiños, il suo eremo, dove San Adrián viene venerato con una festa a metà giugno, è una delle attrazioni di questo belvedere, dove l’estensione del mare ci affascina fin dal nostro arrivo. Vedere le Isole Sisargas proprio di fronte, circondate da quel mare blu scuro, con il faro vigile, è uno spettacolo da non perdere.

Punta Nariga: paesaggio naturale mozzafiato
Una nave scolpita nella pietra, coronata da un faro che punta verso il mare come se stesse per salpare, è la prima visione che incontriamo a Punta Nariga, un luogo suggestivo, soprattutto nei giorni in cui il mare è agitato.
Salendo al belvedere del faro, avremo la sensazione di navigare sulle acque e scendendo, le rocce che lo circondano, modellate dal vento e dall’acqua, ci offriranno una vista panoramica perfetta di questo luogo impressionante.

Punta do Roncudo, leggenda vivente
Questo capo situato a Ponteceso deve il suo nome all’eco rauco che l’Atlantico produce sulla costa. Protagonista tragico di naufragi, la forza dell’oceano è evidente in questa zona e le sue tre croci ci ricordano coloro che hanno perso la vita in queste acque, entrando a far parte della triste storia marittima.
Sulle sue imponenti scogliere, i raccoglitori di molluschi rischiano la vita per strappare dalle rocce il percebes più pregiato della Costa da Morte… e si dice di tutta la Galizia, il cui sapore intenso deriva dalla forza dell’oceano.

Belvedere di Monte Branco, dove il fiume incontra il mare
Il vento fa sì che un sottile strato di sabbia bianca, che dà il nome a questo monte, salga lungo il suo pendio, conferendogli un aspetto particolare. Questo Monte Branco si trova nell’estuario dell’Anllóns, dove il fiume incontra il mare. In cima al monte troveremo splendide viste su spiagge, scogliere, dune… con A Barra, una lingua di sabbia situata sulla spiaggia di O Medio, che sembra voler impedire al fiume di raggiungere l’Atlantico.

Monte Insua, un omaggio alle donne dei marinai
Se vogliamo godere di una vista privilegiata sull’oceano Atlantico, saliremo fino al Monte Insua dove si trova il faro di Laxe. Qui non solo ammireremo l’infinità dell’oceano alla nostra sinistra, con la ria di Laxe a fare da barriera a destra, ma ci emozioneremo anche con ‘A Espera’, una scultura che rappresenta tutte quelle donne, madri e mogli, e i loro figli che aspettano di vedere tornare i loro uomini, marinai temprati da mille battaglie contro il mare.

Cabo Vilán, lanterna della Costa da Morte
Situato a Camariñas, il faro che corona questo capo è uno dei più potenti della Rotta della Costa da Morte (la sua luce può essere vista fino a 55 chilometri), non a caso segnala uno dei tratti più pericolosi della costa galiziana. Il vento, le scogliere e il fragore del mare faranno battere forte il nostro cuore in questo luogo imperdibile.

Punta da Barca, emblema della Costa da Morte
A Muxía, dove il ricordo del disastro del ‘Prestige’ è ancora molto vivo, troviamo il Santuario di Nuestra Señora de la Barca, in stile romanico, costruito nel XII secolo, la cui visita è obbligatoria. Un vero emblema della Rotta della Costa da Morte. Il paesaggio in cui si trovano il santuario e il faro di Muxía ci lascerà senza parole: rocce, il fragore del mare, l’odore di salsedine… l’immensità.

Punta Buitra, ovvero come camminare sull’oceano
Nella Rotta dei Fari a piedi, la visita a Punta Buitra, a Muxía, è obbligatoria. La salita richiede impegno ma vale la pena solo per la sensazione di camminare sull’oceano. Alcuni pini saranno i nostri compagni e il resto sarà territorio selvaggio, con l’oceano come compagno e le scogliere battute dalla sua forza.

Cabo Touriñán, l’ultimo tramonto d’Europa
A Cabo Touriñán, un luogo aspro, quasi inospitale con i suoi due fari, colpisce per la sua sobrietà. Situato nel punto più occidentale della Spagna continentale. Qui possiamo ammirare, dall’inizio della primavera fino alla fine dell’estate, l’ultimo tramonto del continente europeo. Uno spettacolo che merita senza dubbio di essere visto.
Cabo Finisterre, dove l’oceano spegne il sole
Il Cabo Finisterre è composto dal riconoscibile faro ottagonale, un edificio chiamato Vaca de Fisterra che ospita una sirena di allarme e un altro chiamato Semáforo. Da qui venivano inviati segnali alle navi da guerra fin dalla sua costruzione nel 1879.
Alla Fine del Mondo, Fisterra, possiamo assistere a un tramonto che, da solo, vale la visita. Il sole scende all’orizzonte mentre l’oceano sembra inghiottire la stella, spegnendola con la sua forza. Poi l’ultimo raggio, seguito dal buio, il nulla, la fine.