Il Botafumeiro della Cattedrale di Santiago: storia, curiosità e come vederlo
01 settembre, 2025
Il Botafumeiro è il grande incensiere della Cattedrale di Santiago, simbolo del Cammino. La sua storia, funzione liturgica e volo spettacolare combinano fede, tradizione e ingegneria, creando un'esperienza unica ed emozionante per i pellegrini.
La Cattedrale di Santiago, oltre ad ospitare le reliquie dell’Apostolo ed essere la meta di ogni pellegrino, contiene un elemento iconico della città. Il Botafumeiro, quel grande turibolo volante, è, come saprai, una delle principali attrazioni di Santiago de Compostela e della sua cattedrale. Accompagnaci a scoprire tutto sul Botafumeiro, l’icona di Santiago de Compostela e uno dei simboli del Cammino di Santiago.
Chi lo vede per la prima volta rimane affascinato dalla sua combinazione di bellezza, liturgia e precisione tecnica. Non è solo un oggetto che “vola”: è una sintesi perfetta di fede, artigianato e ingegneria storica. Contemplarlo in movimento, con l’organo che risuona e l’incenso che si innalza, è uno di quei momenti che ogni pellegrino del Cammino di Santiago e viaggiatore ricorda per sempre.

Il suo nome attuale, botafumeiro, si diffonde nel XIX secolo e, in galiziano, significa letteralmente “colui che emette fumo”. Tecnicamente parliamo di un turibolo. Nei primi secoli la sua funzione era duplice: liturgica e pratica. L’incenso accompagnava la preghiera e, inoltre, aiutava a profumare l’interno della cattedrale quando i pellegrini, che a volte vi pernottavano, la riempivano dopo lunghe giornate di Cammino.
I primi turiboli compostelani sarebbero stati appesi a travi di legno e avrebbero avuto una forma diversa da quella attuale, forse in argento. La memoria popolare ricorda un turibolo d’argento requisito nel 1809 durante l’invasione napoleonica —forse quello finanziato da Luigi XV—, anche se non vi è certezza documentaria assoluta. Ciò che sappiamo è che l’attuale Botafumeiro risale al 1851 e fu realizzato dall’orafo compostelano José Losada. Nel 1971 ne fu fatta una copia, e entrambi i pezzi sono conservati nella Biblioteca Capitolare.

Col tempo, il sistema è stato revisionato e curato. Il pezzo di Losada (1851) —in ottone argentato— fu restaurato nel 2006 per rinforzare la struttura e la placcatura in argento; e l’ingegno di sospensione ha ricevuto interventi di manutenzione recenti al fine di garantirne il funzionamento a lungo termine. Grazie a questi lavori, oggi il Botafumeiro può continuare a volare con la stessa emozione… e con più sicurezza che mai.

Si racconta anche che, in un uso più pratico, servisse ad attenuare l’odore della cattedrale, poiché un tempo i pellegrini dormivano al suo interno e l’odore era, a volte, insopportabile.

Il risultato è impressionante: legno, pietra, metallo e incenso creano una scena irripetibile. A ogni passaggio, il turibolo argentato sembra toccare la luce e l’incenso lascia un aroma che molti associano per sempre al loro arrivo a Santiago.

Generalmente, funziona nelle seguenti date in modo garantito:

Chi lo vede per la prima volta rimane affascinato dalla sua combinazione di bellezza, liturgia e precisione tecnica. Non è solo un oggetto che “vola”: è una sintesi perfetta di fede, artigianato e ingegneria storica. Contemplarlo in movimento, con l’organo che risuona e l’incenso che si innalza, è uno di quei momenti che ogni pellegrino del Cammino di Santiago e viaggiatore ricorda per sempre.

Il Botafumeiro, un simbolo della Cattedrale di Santiago de Compostela e del Cammino di Santiago
Storia del Botafumeiro: dalla leggenda all’icona
L’uso dei turiboli nella liturgia cristiana è molto comune e deriva da precedenti del culto ebraico e dei riti orientali in cui l’incenso veniva utilizzato in cerimonie solenni. A Santiago, la tradizione del grande turibolo risale al XIV secolo. Una nota marginale del Codex Calixtinus (1322) registra già l’uso del turibulum legato a processioni e celebrazioni importanti.Il suo nome attuale, botafumeiro, si diffonde nel XIX secolo e, in galiziano, significa letteralmente “colui che emette fumo”. Tecnicamente parliamo di un turibolo. Nei primi secoli la sua funzione era duplice: liturgica e pratica. L’incenso accompagnava la preghiera e, inoltre, aiutava a profumare l’interno della cattedrale quando i pellegrini, che a volte vi pernottavano, la riempivano dopo lunghe giornate di Cammino.
I primi turiboli compostelani sarebbero stati appesi a travi di legno e avrebbero avuto una forma diversa da quella attuale, forse in argento. La memoria popolare ricorda un turibolo d’argento requisito nel 1809 durante l’invasione napoleonica —forse quello finanziato da Luigi XV—, anche se non vi è certezza documentaria assoluta. Ciò che sappiamo è che l’attuale Botafumeiro risale al 1851 e fu realizzato dall’orafo compostelano José Losada. Nel 1971 ne fu fatta una copia, e entrambi i pezzi sono conservati nella Biblioteca Capitolare.

L’uso dei turiboli nella liturgia è antico e solenne
Ingegno ed evoluzione: dalla cupola al volo perfetto
Tra i secoli XV e XVI venne eretta la cupola sopra il transetto, lo spazio dove oggi si trova il Botafumeiro. Alla fine del XVI secolo compare la figura di Juan Bautista Celma, a cui si attribuisce la progettazione di una struttura in ghisa che sostituì le vecchie strutture in legno. Il suo contributo chiave fu il meccanismo a carrucole che permise un volo ampio e sicuro attraverso il transetto, riducendo al minimo i rischi e aumentando lo spettacolo del movimento.Col tempo, il sistema è stato revisionato e curato. Il pezzo di Losada (1851) —in ottone argentato— fu restaurato nel 2006 per rinforzare la struttura e la placcatura in argento; e l’ingegno di sospensione ha ricevuto interventi di manutenzione recenti al fine di garantirne il funzionamento a lungo termine. Grazie a questi lavori, oggi il Botafumeiro può continuare a volare con la stessa emozione… e con più sicurezza che mai.

Il Botafumeiro sotto la cupola, pronto a iniziare il suo volo nel transetto
Significato e funzione: preghiera che ascende
Il Botafumeiro si è consolidato come parte essenziale della tradizione compostelana. Il suo significato è profondo: il fumo dell’incenso che sale simboleggia la preghiera del popolo che si eleva al cielo, e allo stesso tempo “purifica” lo spazio sacro. Durante le messe solenni, il momento in cui il turibolo viene messo in movimento, accompagnato dall’organo e dal silenzio carico di attesa, crea un’atmosfera spirituale unica.Si racconta anche che, in un uso più pratico, servisse ad attenuare l’odore della cattedrale, poiché un tempo i pellegrini dormivano al suo interno e l’odore era, a volte, insopportabile.
Design e artigianato: il pezzo che affascina
Il pezzo usato abitualmente —quello del 1851— è realizzato in ottone argentato e si distingue per la sua presenza scultorea: circa un metro e mezzo di altezza, proporzioni generose nel corpo centrale e un lavoro di oreficeria che unisce resistenza e bellezza. All’interno vengono collocate le braci e l’incenso. La sua immagine argentata, riflettendo la luce del transetto, moltiplica l’effetto visivo quando sfreccia nell’aria.
Dettaglio del nodo e della corda del Botafumeiro
Il volo: tecnica, ritmo e un arco che toglie il respiro
Per raggiungere il suo caratteristico volo, il Botafumeiro viene legato a una lunga corda che scorre attraverso l’ingegno situato nella cupola, a più di venti metri di altezza. La corda scende fino al presbiterio, dove gli otto tiraboleiros si coordinano con precisione. Uno inizia un leggero dondolio; gli altri sincronizzano il tiro ritmico della corda e, in pochi secondi, il turibolo descrive un maestoso arco che attraversa il transetto. Il movimento dura diversi minuti e raggiunge velocità davvero sorprendenti, sempre all’interno di un protocollo molto attento per garantirne la sicurezza.Il risultato è impressionante: legno, pietra, metallo e incenso creano una scena irripetibile. A ogni passaggio, il turibolo argentato sembra toccare la luce e l’incenso lascia un aroma che molti associano per sempre al loro arrivo a Santiago.

Il volo del Botafumeiro attraverso il transetto della Cattedrale
Quando funziona e come vederlo davvero
Il Botafumeiro non viene utilizzato in tutte le messe. Si attiva nelle solennità liturgiche e, inoltre, può essere messo in funzione su richiesta tramite donazione —qualcosa di frequente nei grandi gruppi di pellegrini—, con menzione speciale e posti riservati.Generalmente, funziona nelle seguenti date in modo garantito:
- L’Epifania del Signore: 6 gennaio
- Domenica di Pasqua
- L’Ascensione del Signore
- L’Apparizione dell’Apostolo-Clavijo: 23 maggio
- Pentecoste
- Il Martirio di San Giacomo: 25 luglio
- L’Assunzione di Maria: 15 agosto
- Tutti i Santi: 1 novembre
- Cristo Re
- L’Immacolata Concezione: 8 dicembre
- Natale: 25 dicembre
- Traslazione delle Reliquie dell’Apostolo: 30 dicembre

Nell’Anno Santo ci sono solitamente più occasioni per vedere il Botafumeiro in azione