In auto lungo il Cammino dei Fari: 200 chilometri di natura selvaggia
19 febbraio, 2026
Itinerario in auto lungo la Ruta dos Faros in Galizia, attraversando paesaggi costieri, fari emblematici e punti panoramici della Costa da Morte, con raccomandazioni sulle tappe, distanze e punti di interesse per pianificare un'escursione lungo la costa nord tra Cabo Ortegal e Fisterra.
Il Cammino dei Fari è un intreccio di quasi 200 chilometri di affascinanti sentieri, suddivisi in circa otto tappe di circa 25 chilometri ciascuna, che attraversano la Costa da Morte da Malpica a Finisterre. Sebbene sia vero che il percorso è concepito per essere percorso a piedi o addirittura in bicicletta da montagna, vi proponiamo di scoprire questo percorso con la nostra auto, cercando di seguire la strada più vicina alla costa, con il mare che ci accompagna e una vista ineguagliabile di scogliere impossibili. Fermate in quei borghi marinari galiziani carichi di tradizione, fari che raccontano storie, spiagge da cui non vorrete mai andarvene… In definitiva, chilometri di natura selvaggia, tradizione e cultura che partono dal bellissimo porto di Malpica e arrivano fino al faro della fine del mondo: Finisterre, dove si prolungano tutti i percorsi del Cammino di Santiago.

Un escursionista che percorre il Cammino dei Fari, passando per le spiagge del Trece
Itinerario del percorso dei Fari
Da Malpica a Finisterre, percorreremo questo particolare percorso in auto nel Cammino dei Fari in una suddivisione di cinque tratti, affinché tu possa percorrerli in circa cinque giorni con la tua auto. Pronti a partire?
Malpica, 100% tradizione marinara
Iniziamo il Cammino dei Fari a Malpica, un paese di pescatori che si è temprato con il battito delle onde contro il molo del porto. Un porto che un tempo servì da base per la pesca delle balene e che oggi continua a funzionare a pieno regime. Sarà in questa prima tappa che godremo della spiaggia di Area Maior, della cappella e del belvedere di San Adrián. Da qui vedremo le Isole Sisargas che ospitano il primo dei fari del nostro percorso dal 1919. Prima di partire, passeremo per la spiaggia di Beo, fermandoci a vedere la sua croce, la spiaggia di Seiruga e continueremo fino a Punta Nariga. Qui troviamo il secondo dei fari di questa rotta, circondato da rocce scolpite dal mare e dal vento, creando un paesaggio mozzafiato e affascinante.

Vista delle isole Sisargas
Da Niñons a Ponteceso con il mare come protagonista
In questa parte del viaggio ci fermeremo in molti angoli che saranno difficili da dimenticare per la loro peculiarità. Il porto di Santamaría è uno di essi, poiché ci offre una vista preziosa di Punta Nariga. Anche se ciò che sarà più significativo che vedremo saranno le case del villaggio Roncudo, dove la costruzione si adatta alla durezza della zona, e dove il mare non perdona.
In questa zona troveremo il terzo dei fari che corona un promontorio di roccia grigia dove il mare colpisce senza pietà producendo un rumore assordante, profondo, che dà nome a questo faro, Roncudo. Saranno diverse le spiagge dove potremo fermarci: del Osmo, della Ermida, ecc. Impossibile non fermarsi a vedere Pedra da Serpente, un vestigio unico in Europa, appartenente all'epoca romana in cui il pagano e il cristiano si stringono la mano. E prima di proseguire il nostro cammino, una sosta a Ponteceso, per vedere il suo ponte sul fiume Anllóns e il pazo dove nacque il poeta Eduardo Pondal.

Vista di Laxe
Da Laxe ad Arou, ecosistemi unici e molta storia
Una volta lasciato Ponteceso, ci allontaneremo verso l'interno per scoprire due immagini archeologiche uniche: il castro a Cibda de Borneiro, abitato tra il VI secolo a.C. e il I d.C. e scoperto nel 1924 da Isidro Parga Pondal. Inoltre, è da sottolineare il Dolmen de Dombate, un gioiello dell'arte megalitica che sorprende per la sua grandiosità e il suo magnifico stato di conservazione, con un centro di interpretazione incluso. Da lì, per avere una delle migliori viste dell'oceano Atlantico lungo questo percorso dei Fari, saliremo fino al Monte Castelo o al Monte Insua, dove si trova il Faro de Laxe. Qui troviamo la scultura "A Espera". Un omaggio a tutte quelle donne e figli che aspettano pazientemente a terra i loro padri, figli, nipoti e mariti marinai.
La sua posizione è privilegiata, l'infinito oceano a sinistra, la ría di Laxe a destra, uno spettacolo per i sensi. Merita una visita obbligatoria la spiaggia dei cristalli, dove l'oceano ha restituito i cristalli di diverse bottiglie, quello era una discarica, trasformata in piccole lacrime colorate. La laguna e la spiaggia di Traba ci regalano un ecosistema peculiare con le dune come protagoniste sulla spiaggia, e una passerella nella laguna da cui contemplare la flora e la fauna della zona. Uscendo da Arou non dobbiamo perdere l'occasione di fermarci al mirador de Lobeiras.

Playa de los Cristales, in Laxe
Da Camariñas a Muxía, pura Costa da Morte
A Camariñas troviamo il faro di Cabo Vilán, il primo elettrico di tutta la Spagna, dove possiamo visitare il Centro di Interpretazione dei naufragi, fari e segnali marittimi, così come il Faro Vello, che funzionava a vapore e che è ancora in funzione. Il cammino che ci porta in questa zona è pura Costa da Morte. Una strada impervia con vista su quei dirupi vertiginosi, dove la pietra è la nostra compagna, mostrandoci sculture impossibili forgiati dal colpo dell'onda, del vento, del tempo. Arriviamo a una sosta obbligata, Punta do Boi, dove troviamo il noto Cimitero degli Inglesi.
Qui, a metà del XIX secolo, si verificarono tre naufragi, maledicendo questa parte della Costa da Morte. Nel 1883 l' 'Iris Hull' partì da Cardiff per non tornare mai più. Nel 1890 il 'Serpent' salpò da Plymouth verso Sierra Leone, ma una tempesta schiantò la nave contro le rocce di Punta Boi e non raggiunse la sua destinazione. Infine, nel 1893 il 'Trinacria', che partì da Glasgow con destinazione Gibilterra, non arrivò mai a destinazione. Qui, in questo luogo tanto bello quanto tragico, si trova questo cimitero, omaggio a quei sudditi britannici che persero la vita sulla costa galiziana, rendendo questo un luogo iconico.

Il Cimitero degli Inglesi omaggia tutti i naufragi avvenuti nella zona
Da Muxía a Finisterre, dove il Sole muore
Ed eccoci a Muxía. Se Santander è la sposa del mare, questa emblematica città galiziana lo è del vento. Il porto, quello che nutre i locali, ci accoglie, quello che nel 2002 è stato colpito dal disastro del 'Prestige' (è stato creato un percorso in memoriam) ci accoglie, ma noi proseguiamo verso il Santuario di Nostra Signora della Barca. Salendo per la ripida scala fino al monte Corpiño: ne vale la pena, poiché davanti a noi si presenta una panoramica di Muxía, il Faro Vilán, il mare, il verde dei prati… La nostra prossima tappa è il Faro di Muxía, il cui sito è privilegiato. Uno spettacolo visivo all'alba, al tramonto, con il mare in tempesta che scuote senza pietà la roccia. Impressionante.

Tramonto a Muxía
Proseguiamo verso Touriñán per vedere il Capo omonimo. Un luogo roccioso, con il suo faro, da cui si contempla la ultima alba del continente europeo. E arriviamo alla fine, al cabo di Finisterre, il capo della fine del mondo, ultima tappa del Cammino di Santiago. Un insieme formato dal faro ottagonale, la Vacca di Fisterra, con una sirena di allerta e il Semaforo, da dove venivano inviati segnali alle navi da guerra sin dalla sua costruzione nel 1879. E che meraviglia congedarsi da questa fantastica rotta con l'oceano Atlantico ai nostri piedi. Come un tappeto d'acqua e sale, con quel profumo che tutto pervade, in contrasto con il verde dei prati che circondano il faro.

Porto di Finisterre
Un percorso pieno di sensazioni che non possiamo fare a meno di godere. Paesi di pescatori con un fascino speciale, spiagge immense, scogliere impossibili, fari regali, rocce che sono arte. Natura allo stato puro o belvedere che ci regalano panorami impagabili, sono alcuni degli stimoli per considerare di fare questo percorso dei Fari in una fuga unica in Galizia.
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MARIA JESUS TAMARIT
Jorge Severo Medina Martín
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