La Plaza del Obradoiro, chilometro 0 del Camino de Santiago, nasconde dietro la sua imponente facciata barocca questo gioiello romanico: il Portico de la Gloria. Capolavoro dell’architettura romanica europea, l’originale facciata occidentale della cattedrale è stata testimone dell’ingresso dei pellegrini per più di otto secoli. Anche se successivamente protetto dall’attuale facciata, questo non ne ha impedito il graduale deterioramento. Umidità, sporcizia e interventi inappropriati hanno fatto scivolare la copertura. Scopriamo cos’è, in cosa è stato restaurato e come si presenta il futuro.

Conoscere il Portico della Gloria

Pórtico de la gloria restaurado

Il Portico, una struttura composta da tre archi, era l’ingresso occidentale originale. Così è stato dal suo completamento nel 1188 fino alla costruzione dell’attuale facciata dell’Obradoiro nel XVIII secolo. l’immagine più nota della cattedrale (e dei centesimi) e simbolo del completamento del Cammino di Santiago.
L’opera del Maestro Mateo rappresenta, a fini didattici e dottrinali, la Salvezza. In basso, mostri e bestie ci ricordano il destino di chi vive ai margini della fede. Mentre gli archi laterali rappresentano l’Antico e il Nuovo Testamento (a sinistra) e il Giudizio Universale (a destra).
Il grande arco centrale, presieduto da Giacomo Apostolo, mostra l’Albero di Jesse (genealogia di Cristo), gli evangelisti, i giusti e gli angeli, sui quali gli anziani dell’Apocalisse sono stati abilmente rappresentati. Tutti parlano mentre preparano i loro strumenti per annunciare la Gloria.
La protezione di questa complessa e magnifica opera non ha impedito che il tempo, l’umidità e gli interventi successivi la deteriorassero. Facendo sì che la sua chiusura procedesse con il suo restauro. Passarono così quasi dieci anni, durante i quali i lavori di pulizia integrale della cattedrale di Santiago impedirono al pellegrino di godere del Portico de la Gloria.

Il restauro della cattedrale di Santiago

 
Plaza del Obradoiro Santiago
I lavori di miglioramento della cattedrale sono diventati una necessità. La sporcizia della pietra, la vegetazione in crescita alimentata eternamente dall’umidità della capitale galiziana. Anche l’imperdonabile scorrere del tempo hanno reso evidente la necessità di ripristinare il punto di arrivo del Cammino di Santiago. I lavori, promossi da quattro istituzioni e il cui mezenazgo è ricaduto sulla Fondazione Barrié, sono iniziati nel 2009.
Il Portico de la Gloria ha chiuso le sue porte al pubblico per subire un restauro con i mezzi più moderni. Quando si tratta di un’opera imponente del XII secolo, bisogna prestare la massima attenzione e ogni precauzione è poca. Se a questo si aggiunge il fatto che gli è stato impedito di contemplare le migliaia di pellegrini che ogni anno percorrono il Camino de Santiago, il restauro deve essere esaustivo. E cosi’ e’ stato.
Dopo dieci lunghi anni di lavoro, il Portico non solo si è mostrato, ma lo ha fatto in tutto il suo splendore: aveva recuperato il suo colore, nascosto dopo decenni di polvere e una certa componente di maltrattamenti negli interventi precedenti.

Il Portico riapre le sue porte

L’inaugurazione istituzionale della facciata romanica da parte della regina Sofia. Il 2 luglio non ha fatto che aumentare la voglia di Compostelans e dei numerosi pellegrini che hanno approfittato dell’inizio delle loro vacanze per seguire la via giacobina. Tuttavia, abbiamo dovuto aspettare il giorno dell’Apostolo (25 luglio) per poter visitare la meraviglia. Il 28 luglio, dopo oltre 50 mila ore di lavoro e circa 6 milioni di euro investiti, i primi visitatori hanno avuto accesso.
Pórtico de la Gloria
La nuova immagine del Portico, senza dubbio, li ha abbagliati con la sua policromia. Le tonalità di colore (di tre diverse fasi, come confermano i dati degli esperti) hanno sorpreso chi ricordava una struttura grigia di una volta. I dettagli, ora più visibili, hanno fatto le meraviglie di tutti. E, come previsto, le notizie, ampiamente coperte dai media nazionali e internazionali, sono andate a macchia d’olio. Chiunque volesse venire a godersi il restauro doveva essere paziente.
 

Una lunga strada da percorrere

Colas en el pórtico de la gloria 

La visita al Portico della Gloria è stata organizzata in piccoli gruppi di 25 persone, che hanno potuto contemplare il lavoro per 15 minuti. Nonostante il programma fosse generoso (dalle 9.00 alle 21.00), le code divennero ben presto infinite. Tutti volevano visitare il gioiello romanico. Alla fine dell’estate, quasi 80.000 persone ce l’hanno fatta.

Sia quelli che sono venuti la mattina presto, sia quelli coraggiosi che hanno passato il pomeriggio sotto il sole cocente di agosto (e sì, a Santiago il sole riscalda anche lui); hanno dovuto aspettare in media 4 ore. La situazione non era sostenibile e ben presto sono emerse voci critiche.
 

Il futuro delle visite: nuove linee guida di accesso

Ancora una volta chiuso per procedere con il suo incapsulamento e per iniziare con i lavori di pulizia dell’interno della cattedrale, l’accesso al Portico de la Gloria sembra per molti incerto. Anche se le sue porte riapriranno il 1° dicembre, lo farà con un nuovo regime di visite.
Con un biglietto generale di 10 euro (8 per gruppi speciali). Solo pochi privilegiati (2 compostelanos e 7 gruppi di pellegrini) potranno usufruire gratuitamente del Portico settimanale.
Inoltre, chi vuole accedervi, deve essere lungimirante: non si tratterà più di fare lunghe code (che sembrano faticose per i mesi invernali). Ma di passare attraverso il botteghino, come sta accadendo con il museo della cattedrale o i ponti.
Queste regole d’ingresso possono variare a seconda dei loro dirigenti, per cui dovrebbe essere consultato prima di recarsi a Santiago. Quello che non cambierà è che il gioiello del romanico europeo continuerà a deliziare i pellegrini che terminano il Camino de Santiago. Così come i visitatori e i compostelanos.
E tu, sei stato in grado di fare la visita quest’estate? Raccontaci i tuoi sentimenti e le tue impressioni quando contempli il Portico de la Gloria, ma anche la tua esperienza in coda. Non esitate a inviarci la vostra esperienza attraverso la casella dei commenti.